Alla fine del
1800 a Castellina esistevano già due distinte associazioni di
volontariato: la Società Operaia e la Compagnia di Mutuo Soccorso
trasformatosi poi in Compagnia di Pubblica Assistenza.
Nel 1932 le due suddette associazioni si fusero insieme per dare origine
ad un soggetto nuovo denominato Opera Pia Massimino Carrai, che ottenne
il riconoscimento ufficiale dello Stato come Ente Morale. Questo decreto
è stato firmato dalle massime autorità dell’epoca:
Vittorio Emanuele IIIº, Re d’Italia; Benito Mussolini, Capo
del Governo.
Andando un po’ più indietro con la storia, possiamo capire
perché la nostra associazione ha questo nome, “Massimino
Carrai”, ma chi era? E cosa ha fatto d’importante?
Le notizie su Massimo Carrai sono attendibili ma non certe, dal registro
dei Battezzati della Parrocchia di San Giovanni Battista di Castellina,
risulta che al n.504, in data 30/05/1847, è registrato il battesimo
di un maschietto ai quali sono imposti i nomi di Settimo, Massimo figlio
di Ovidio Carrai e di Ciampi Maddalena.
Massimo per la prima parte della sua vita si dedicherà allo studio
e conseguirà il titolo necessario per essere nominato Maestro
Comunale di Castellina Marittima, come risulta dalla delibera n.43 datata
29/09/1870 del Consiglio Comunale della nostra Comunità.
Il 29/10/1876, all’età di 29 anni si unisce in matrimonio
con Elsilia Malpassi di anni 22, nativa di Castellina e residente a
Montevaso.
I coniugi Carrai il giorno 27/02/1880 battezzano la loro prima figlia
alla quale impongono i nomi di Gina, Rita, Egle, Veturia e Varicella.
Presso questa figlia poi il Carrai, rimasto vedovo, trascorrerà
il resto della sua vita.
Nel settembre 1882 organizza e fonda, a Castellina, la Società
Operaia di Mutuo Soccorso, esso ne diviene il Presidente e principale,
attivo ed infaticabile ispiratore.
Questo suo “grande impegno” gli procurò incomprensioni
e difficoltà di vario genere tanto che le autorità provinciali
dell’epoca caldeggiarono il suo allontanamento dalla nostra comunità,
in contrasto con i desideri dei suoi compaesani. La vicenda purtroppo
culminò con le sue dimissioni (diciamo incoraggiate) da Maestro
Comunale alla fine dell’anno scolastico 1892, dopo 22 anni di
servizio.
Nel settembre 1896 il Carrai lascerà definitivamente il nostro
paese, accompagnato dalla figlia Gina, per trasferirsi nel Comune di
Pontedera, più precisamente nella frazione di Montecastello,
anche qui ricoprirà la carica di Maestro Comunale fino alla pensione.
In questo periodo non sappiamo più nulla del Carrai, fino al
1931 quando il segretario della Società Riunita di Mutuo Soccorso
di Castellina, il Sig. Torquato Bartolami, sottopone alla sua approvazione
la proposta di intitolare al suo nome il costituendo nuovo Ente Morale:
OPERA PIA MASSIMINO CARRAI.
Il Carrai naturalmente accetta ben volentieri e in data 30/09/1932 (quando
la nuova Opera Pia sarà ufficialmente costituita e riconosciuta)
scrive la seguente lettera indirizzata al Presidente pro-tempore del
sodalizio, il Dott. Piero di Paco, al consiglio e a tutti i soci: “la
partecipazione fattami che il sodalizio, che io ebbi l’alto onore
di fondare e per molti anni di presiedere e che merce la costanza dei
dirigenti ha compiuto teste il suo cinquantenario, nonostante le avversioni
e il vaticinio degli avversari a tutto quanto sa di progresso, d’umano
e di patriottismo, per la instancabilità del presidente e dirigenti
oggi è venuta, per Regio Decreto Opera Pia, apportatrice di immensi
vantaggi ai soci e loro famiglie. Faccio voti più sinceri che
il novello Istituto abbia vita infinita acciò la presente e le
venture generazioni vadano altere di avere nel nostro paese un’opera
degna del popolo che io venerai e amai sempre d’indicibile affetto
sia il giubilo che io ho provato nel periodo che presiedei la istituzione
e che godo oggi nel saperla prospera e rigogliosa. Però so dire
che sono grato al presidente e ai dirigenti degli onori a me tributati
che ancora, al di là di questa vita, sarò sempre riconoscentissimo
a coloro che seppero rivendicare e riconoscere quanto ebbi a lottare
con i dirigenti perché la istituzione giungesse al punto che
Voi presidente con la cooperazione del C.D. la portaste. Il mio pensiero
va a voi tutti, a quei soci che più non sono e che … e
successivamente col motto “sempre avanti” combatterono ed
ottennero che la loro società benemerita giungesse al punto di
essere incrollabile. Ogni bene auguro a Voi presidente, ai dirigenti
del popolo colto di Castellina e ripeto grazie infinite, saluti sinceri
e cordiali da chi è lieto e orgoglioso di poter ripetere ora
e per sempre Castellinesissimo Massimo Carrai”
Abbiamo ritenuto opportuno trascrivere integralmente il testo della
lettera perché, meglio di qualunque altra argomentazione, il
contenuto della stessa evidenzia e conferma l’attaccamento del
Carrai al nostro paese (malgrado tutto) e testimonia quanto sia stato
sentito e radicato in lui il sentimento di umana solidarietà.
Massimo Carrai muore a Montecastello il 07/01/1937 quasi novantenne.
È sepolto accanto alla figlia Gina, nel piccolo cimitero del
luogo, in un loculo che è tuttora amorevolmente ben conservato
dai pronipoti che ne onorano con noi la memoria con orgoglio e devozione.
Un’altra persona che ha veramente inferito nella nascita della
nostra associazione è Gino Stacchini, non un semplice volontario,
ma una persona piena di affetto che alla stesura del suo testamento,
del quale è, stato reso noto il contenuto dopo la morte avvenuto
nel dicembre 1987 (all’età di 84 anni). Gino infatti ha
nominato erede dei suoi beni immobili la Pubblica Assistenza Opera Pia
Massimino Carrai, il valore stimabile ammonta a diverse centinaia di
milioni (ragionando sempre in lire…), è costituito da due
immobili e cioè una villetta nel Comune di Castellina che attualmente
è in affitto e un decoroso appartamento nel Comune di Rosignano
che è già stato venduto.
Le sue volontà testamentari sono state chiare e inequivocabili,
cioè quella di lasciare il suo patrimonio ai Castellinesi tutti,
senza distinzioni oziose.
Entriamo adesso nella
parte clou dell’associazione seguendola sempre storicamente però
dal punto di vista tecnico, cioè dei mezzi e delle sedi che ha
avuto.
All’inizio, quando la nostra associazione si è trasformata
da Società Operaia di Mutuo Soccorso a Opera Pia Massimino Carrai,
la sede era la vecchia Pubblica Assistenza situata nel centro storico
di Castellina Marittima, attuale Ecomuseo dell’Alabastro, aperto
da pochi anni.
Infatti in occasione dell’Assemblea Straordinaria dei Soci del
03/07/1987, fu deliberato di cedere al Comune stesso l’edificio
ormai pericolante della ex Opera Pia Massimino Carrai (Ecomuseo).
Dal 1987 la rimessa dei mezzi e il magazzino della Pubblica Assistenza
erano situati in via della Repubblica in due piccoli locali, dove, il
livello del pavimento era più basso del piano stradale interessato,
quindi ci si può immaginare che quando le piogge si facevano
abbondanti si allagava tutto. Il tetto era appoggiato su tre muri perimetrali
e completamente sollevato dalla parte frontale della strada, una vera
e propria finestra di 10 metri sempre aperta, dove entrava di tutto,
di origine minerale, vegetale e anche animale.
Nel box più piccolo alloggiava la ormai vecchia fiammante ambulanza
Ford Transit, e l’altro box, poco più largo, ospitava il
carro funebre e l’ambulanza Ford Sierra. Non c’era neanche
posto per girarsi un po’, e ricordando che l’ambulanza che
alloggiava nel primo box (il Ford Transit) era stata adattata dal costruttore
per farla entrare in quel box di rimessa mezzi, sia in altezza che in
larghezza. In quel periodo c’era il cambiamento delle normative
di legge in materia di soccorso di emergenza-urgenza, e un’ambulanza
doveva essere trasformata in un vero e proprio ambulatorio ospedaliero
di Pronto Soccorso, quindi doveva essere 50cm più alta per ospitare
il personale sanitario all’interno del vano, e con molti più
ingombri che volevano dire “larghezza”.
Le nuove ambulanze non potevano più entrare in quel box.
Per un lungo periodo le ambulanze hanno girato tutti i parcheggi di
Castellina Marittima, dalla rotonda al Comune.
Finalmente dopo la ristrutturazione del Palazzo Renzetti, l’apertura
da parte della USL, e la chiusura per mancanza di personale, nel 2003
è stato possibile avere una sede provvisoria, presso i locali
di questo palazzo situati nel centro di Castellina, in una posizione
favorevole per l’uscita dei mezzi d’emergenza.
È in porto il progetto della nuova sede che dovrà essere
costruita nella zona di Papacqua, quando il Comune e la Provincia daranno
la liberatoria.
Gennaio 1997 -->
il Gruppo Volontario di Protezione Civile di Castellina si unisce alla
Pubblica Assistenza Massimino Carrai